Mary Allen Wilkes: dal sogno di diventare avvocato al primo personal computer

Mary Allen Wilkes nasce a Chicago nel 1937. Wilkes mostra da subito di avere le idee molto chiare sul futuro: diventare avvocato. La strada per raggiungere questo sogno, però, è in salita per una donna negli Stati Uniti degli anni Cinquanta. Mary Wilkes raggiungerà il suo obiettivo con un percorso di studi tutt’altro che lineare: nel corso della ripida “salita” per la carriera legale, infatti, la Wilkes prende parte al progetto che porterà alla creazione del primo personal computer della storia. Facciamo un salto indietro nel tempo per scoprire l’esperienza di questa protagonista del mondo dell’informatica e non solo.

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Il sogno

Il sogno di intraprendere la carriera legale accompagna tutta la vita di Mary Allen Wilkes. Nella Chicago degli anni ‘50, però, è molto difficile per una donna entrare in una facoltà di legge e, anche qualora fosse riuscita in questo intento, la strada lavorativa successiva è praticamente sbarrata.

Così la giovane Wilkes si iscrive alla facoltà di filosofia presso il Wellesley College, in Massachusetts, dove si laurea nel 1959. È un’epoca in cui il mercato del lavoro richiede una figura professionale nuova: il programmatore informatico. Si tratta di un profilo non ancora ben delineato e per cui non esiste nessuna specializzazione. Si inizia a intravedere qualche corso universitario, ma sono percorsi poco frequentati e non molto diffusi. Le aziende cercano persone con grandi capacità logiche, meticolose e con buone conoscenze in ambito matematico: l’unione di questi requisiti conduce a una maggiore predilezione verso l’assunzione di figure femminili. 

Una scoperta “casuale” 

È proprio in questo contesto sociale che, dopo la laurea in filosofia, Wilkes trova il primo impiego presso il MIT Lincoln Laboratory nell’ambito dei progetti IBM 704 e IBM 709. Di quegli anni Mary Wilkes ricorda il lavoro meticoloso fatto nel tradurre ogni comando in singoli buchi su schede perforate che la macchina potesse poi riconoscere e leggere. “Era come lavorare con puzzle logici: grandi e complicati puzzle logici. Ho ancora una mente molto pignola e precisa. Per colpa sua noto quando le immagini sono storte sul muro”, così ha detto la stessa Wilkes ricordando quel periodo. 

Dopo essersi distinta per le spiccate doti analitiche, nel 1961 la giovane scienziata viene scelta per prendere parte a LINC, il progetto che porterà alla creazione del primo personal computer della storia. Qui Mary Wilkes si occupa di scrivere il software che consente agli utenti di interagire con il computer in tempo reale. Il LAP6, il nuovo sistema operativo da lei progettato, infatti, permette di creare e modificare documenti in modo interattivo grazie all’utilizzo di monitor e tastiera.

Più di un traguardo

Il sogno della giovane Wilkes, però, non svanisce. Nonostante il successo con la carriera da programmatrice, nel 1972, infatti, all’età di 35 anni, si iscrive alla Harvard Law School e diventa avvocato. Svolgerà poi la professione dei suoi sogni per oltre 40 anni. La storia di Mary Wilkes narra come i sogni possono diventare realtà, anche attraverso le strade più impervie e impensate. Ci vuole coraggio, determinazione e forza nell’andare contro il pensiero dominante quando tenta in ogni modo di scoraggiare le giovani donne nel seguire le proprie aspirazioni. Mary Allen Wilkes ha raggiunto il suo traguardo combattendo con intelligenza e determinazione tutte quelle voci che le ripetevano di arrendersi. La sua esperienza può essere di ispirazione per tante donne che desiderano inseguire grandi sogni in ambito STEM e non solo.  


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