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Tag: curiosità

Hedy Lamarr, la diva del cinema che inventò il Wi-Fi

Hollywood, anno 1932, appena diciottenne la giovane attrice Hedwig Eva Maria Kiesler, meglio nota come Hedy Lamarr, fu costretta a lasciare la sua patria, l’Austria, per fuggire dalle violenze perpetrate dal regime nazista. Nella patria del cinema la giovane si fece subito notare per il suo fascino e gli ingaggi non tardarono ad arrivare. Hedy Lamarr si ritrovò a recitare a fianco di grandi attori come Clark Gable, Judy Garland e molti altri. Ma il ruolo più importante della sua vita Kiesler lo “interpretò” nella storia della scienza, diventando l’inventrice della tecnologia che è alla base delle moderne reti wireless. 

Facciamo allora un salto indietro nel tempo, negli USA degli anni ‘30, per conoscere la storia di questa donna straordinaria che ha contribuito a cambiare per sempre il mondo digitale e delle telecomunicazioni. 

Da diva a inventrice 

Hedwig Eva Maria Kiesler, nasce a Vienna nel 1914. All’età di soli 18 anni la giovane che aveva da poco intrapreso la carriera da attrice fu costretta a fuggire oltreoceano per scappare dalle persecuzioni del nazismo nella propria terra natale. Un fatto purtroppo quasi “normale” per l’epoca dei regimi totalitari europei, che accomuna le storie di tantissime persone vissute in quegli anni.   

Hedy Lamarr lasciò la sua patria, la famiglia e tutte le sicurezze “di casa” per dirigersi verso la California, verso il “sogno americano”. Giunta a Hollywood, l’attrice decise di continuare la carriera che aveva intrapreso in patria, abbandonando così definitivamente gli studi di ingegneria a cui, in un primo tempo, si era dedicata.

Con lo scoppio del Secondo Conflitto mondiale, la comunità austriaca di Los Angeles decise di mobilitarsi contro il nazismo. Hedy Lamarr, date le sue origini, si sentì personalmente coinvolta in questa iniziativa e iniziò dunque a interrogarsi su come poter dare il proprio contributo alla sconfitta del nemico. Fu particolarmente scioccata dalla notizia dell’affondamento, da parte delle forze di Hitler, di una nave di bambini orfani. Da qui le venne l’idea di mettere a punto un sistema per evitare che i siluri delle forze alleate fossero intercettati dal nemico.

Tornarono così alla mente di Lamarr le nozioni apprese durante gli studi di ingegneria, e la passione per la scienza e per il progresso tecnologico ricominciarono a occupare un posto centrale nella sua vita. Lamarr iniziò a escogitare un modo per distribuire il segnale di guida dei siluri su più frequenze per proteggere gli ordigni dalle interferenze generate dal nemico, Un’idea apparentemente “semplice” ma estremamente geniale.

L’invenzione del Wi-Fi

Grazie all’incontro fortuito con George Antheil, compositore francese che da tempo studiava il controllo automatizzato delle pianole, l’attrice riuscì a dare forma e concretezza ai suoi progetti. 

In un primo momento Antheil fu molto colpito soprattutto dal fascino di Lamarr: “le mie pupille sembravano scoppiare, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo. Davanti a me c’era indubbiamente la donna più bella della terra. La maggior parte delle dive dello schermo non appaiono così belle quando le vedi in carne e ossa. Ma questa era infinitamente più bella che sullo schermo” (George Antheil a Bad Boy of Music). Con l’approfondimento della conoscenza, il compositore si rese presto conto delle eccelse qualità tecniche e intellettuali della bellissima Lamarr. I due si misero al lavoro con l’obiettivo di trovare un modo di teleguidare a distanza gli ordigni bellici in modo sicuro da interferenze nemiche.

Il 10 giugno 1941 Hedy Lamarr e George Antheil presentarono all’ufficio brevetti americano il loro primo progetto, il Secret Communication System: un sistema basato su 88 frequenze, corrispondenti al numero dei tasti del pianoforte. Il sistema utilizzava rulli di carta perforati che ruotando in sincronia, trasmettevano e ricevevano frequenze sempre diverse, evitando così ogni tipo di intercettazione o disturbo.

L’11 agosto dell’anno successivo il brevetto venne loro concesso, ma l’installazione di tale sistema a bordo di un siluro fu ritenuta impraticabile. L’invenzione cadde nel vuoto. O almeno così sembrò in un primo momento. 

Nel 1985, quando la tutela brevettuale cessò di avere efficacia, la nuova tecnologia di Lamarr iniziò a diffondersi divenendo la base della moderna tecnologia telefonica applicata alle connessioni Wi-Fi e Bluetooth. 

In conclusione 

La vita di Hedy Lamarr è un incentivo prezioso rivolto a tutte le donne appassionate dell’ambito STEM e non solo a non trascurare mai le proprie passioni e ambizioni. Non esistono percorsi già tracciati o storie già scritte. Esiste solo la forza di volontà di cambiare le cose e il desiderio di mettersi in gioco. Il passato non è un ostacolo per costruirsi il proprio futuro. Hedy Lamarr ci insegna che con coraggio, ambizione e determinazione, un’attrice può inventare il Wi-Fi e cambiare così per sempre la storia della tecnologia. 

Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo. Noi continueremo a raccontarvi le loro visioni perché crediamo che un mondo STEM più inclusivo e senza differenza di genere sia possibile.

Girls Tech celebra la “Giornata mondiale delle donne nella scienza”

La tecnologia costituisce una grandiosa opportunità di crescita e di scoperta per l’intera umanità, senza alcuna distinzione di genere. Riconoscere il fondamentale contributo delle donne nella scienza e nella tecnologia rappresenta per noi un impegno che continueremo a portare avanti ogni giorno. Per questa ragione oggi celebriamo la “Giornata mondiale delle donne nella scienza” con le testimonianze di alcune protagoniste della factory digitale di Synesthesia e di SYX.

  • “Direi che la ragione che mi ha spinto a intraprendere questa carriera sia stata la possibilità di creare, quasi per magia, elementi su una pagina bianca”. (Federica Vacca, Digital Factory Team)
  • “L’evoluzione alla quale stiamo assistendo e la varietà di specializzazioni che questo settore può offrire rappresentano le ragioni che mi hanno spinta a intraprendere questo percorso”. (Giusy Galazzo, Digital Factory Team)
  • “La passione per la tecnologia e la curiosità di scoprire in che modo influenzi la nostra vita sono state  ragioni determinanti della mia scelta professionale”. (Lara Marcellin, Project Management Team)
  • “Ho lavorato in contesti dove la differenza di genere era evidente, questo ha rappresentato una sfida e uno stimolo per la mia crescita professionale”. (Milena Mongioj, Project Management Team)
  • “La mia scelta è legata a un ricordo d’infanzia: il Packard Bell con Windows 98 che la mia famiglia comprò quando avevo appena 4 anni. Fu amore a prima vista!”. (Giada Barbero, Digital Factory Team)
  • “Dalla prima riga di codice che ho scritto ho capito che quello sarebbe stato il mio futuro e così ho seguito questo amore fino a farlo diventare realtà”. (Giorgia De Andreis, Digital Factory Team)
  • “Ho preso questa scelta professionale perché sono interessata al nostro futuro che sarà sempre più connesso allo sviluppo tecnologico e all’innovazione digitale”. (Maria Tacconi, Digital Factory Team)
  • “Sono sempre stata affascinata dai numeri e dalla logica. Ho capito che nello STEM non è importante solo la componente razionale, ma è fondamentale anche la creatività”. (Francesca Mondelli, Digital Factory Team)

Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo. Noi continueremo a raccontarvi le loro visioni e i loro sogni perché crediamo che un mondo STEM più inclusivo e senza differenza di genere sia possibile.

Come si combatte il Gender Gap? Intervista ad Alessandra Dorigo, Assessore alle Pari Opportunità della città di Rivoli

Girls Tech ha intervistato Alessandra Dorigo, Assessore alle Pari Opportunità della città di Rivoli. Interessanti spunti di riflessione che riguardano l’impegno della politica nella lotta al gender gap in ambito STEM e sociale sono emersi durante questo incontro.

L’11 febbraio è la giornata mondiale delle donne nella scienza. Assessore, in quale misura la scienza e l’uguaglianza di genere sono importanti per la crescita e lo sviluppo della società?

“La scienza ha da sempre svolto un ruolo fondamentale per il progresso e per il benessere della società. La donna negli ultimi decenni ha avuto un accesso più agevolato all’istruzione, basti pensare che il 60% delle persone laureate attualmente è di sesso femminile. È cresciuto, inoltre, l’interesse in ambito STEM. Il grande vantaggio di questo crescente fenomeno è quello di poter avere una seconda opinione, un secondo punto di vista, che prima non era mai stato preso in considerazione. Oggi, quindi, abbiamo la possibilità di avere un approccio più pratico alle scoperte scientifiche della società”.

Negli ultimi anni molti sforzi sono stati fatti per far fronte alla disuguaglianza sociale a favore dell’inclusività in ambito STEM. Tuttavia, c’è ancora molto da fare, basti pensare che a oggi le donne sono meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo. In Italia, secondo i dati Eurostat siamo solamente al 23° posto con il 35% circa di donne scienziate e ingegneri. Quali sono a suo avviso i pregiudizi ancora da abbattere? 

“In una società in cui le donne hanno possibilità di accedere all’istruzione – e bisogna ricordarsi che non è così ovunque – abbiamo assistito a un aumento di interesse nell’ambito scientifico. Il pregiudizio va ricercato nella nostra struttura sociale quando si afferma che una professionista deve scegliere tra famiglia e carriera. Spesso si pensa che i figli potrebbero essere un peso per la donna, invece sono un plus, un bagaglio di esperienze. Bisognerebbe sempre prendere in considerazione le capacità piuttosto che il “peso” della famiglia e dei figli. Una donna lavoratrice è una donna che può avere una famiglia, se lo desidera, senza che ciò influisca in alcun modo negativamente sul suo percorso lavorativo”.

Quali sono le vie più efficaci da percorrere per favorire l’inclusività di genere? Da dove bisogna partire?

“A mio avviso, bisogna partire da tre temi principali: istruzione, sostegno alle famiglie e modelli positivi a cui le nuove generazioni possano ispirarsi. È importante dare la possibilità alle famiglie di sostenere i propri figli nell’istruzione, questo vale ovviamente sia per i maschi che per le femmine. È essenziale, inoltre, educare i figli a essere autonomi in base alle proprie esigenze. E, infine, penso che sia fondamentale fornire dei modelli positivi che riguardano la presenza femminile in ogni ambito della società soprattutto in quello scientifico, invogliando così le nuove generazioni a eguagliare e promuovere questi modelli”.

Assessore, il presente ci pone, dunque, sfide complicate da affrontare. In questa battaglia che ruolo svolge la politica?

“La politica svolge un ruolo molto importante in quanto raccoglie le richieste dei cittadini e può utilizzarle per stimolare il tessuto sociale. Parlando di Rivoli, il mio territorio, la prossima settimana si costituirà la “consulta delle donne” che raggrupperà figure di diverse professionalità incaricate di raccogliere i bisogni reali dei cittadini. Come assessore alle pari opportunità sto cercando di portare avanti diversi progetti come la prevenzione, la lotta alla violenza di genere e il tema dell’istruzione”.

Come se lo immagina il futuro?

Senza quote rose. È una provocazione. Questo non vuol dire che le donne non devono essere rappresentate, anzi, ma vuol dire che la donna non deve essere una “quota rosa”. Non devono esserci differenze: le donne, esattamente come gli uomini, devono essere premiate in base alle proprie esperienze”.

Le andrebbe di lanciare un messaggio alle future generazioni?

“Il messaggio si riassume in 4 punti: studio, viaggio, tradizioni e impegno nel sociale. Lo studio è fondamentale per cercare di capire gli sbagli del passato ed evitare di rifarli nel futuro. È importante conoscere la cultura e il nostro territorio scoprendo le tradizioni locali. Per quanto riguarda l’impegno sociale è difficile oggi coinvolgere i più giovani, nonostante il volontariato giochi un ruolo fondamentale nella nostra società. Un sorriso di una persona aiutata può sicuramente ricambiare tutto il tempo dedicato agli altri”.

Alessandra (quindi anche fuori dal suo ruolo istituzionale), se avesse la bacchetta magica, che tutto permette di fare senza fatiche e senza limiti, cosa farebbe? Ci dice 3 cose che farebbe subito senza neanche pensarci tanto? (non solo a livello locale)

“Tutti sicuramente desideriamo in primis uscire presto dalla pandemia. Un desiderio lo spenderei sul tema del lavoro declinato per i più giovani. Il mio secondo desiderio è sulla sicurezza intesa come difesa nei confronti delle donne, arginando gli episodi di femminicidio, drammaticamente aumentati con la pandemia. Utilizzerei infine l’ultimo desiderio per il rilancio economico sul tema della cultura e delle eccellenze italiane con uno sguardo importante rivolto all’ambiente”.

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Dalla curiosità di “scoprire come sono fatte le cose” alla direzione generale del CERN di Ginevra. La storia di Fabiola Gianotti

Oggi faremo un salto nelle stanze del più importante laboratorio al mondo di ricerca nucleare, il CERN di Ginevra, per raccontare la storia della sua prima Direttrice Generale donna: la fisica italiana Fabiola Gianotti. 

Fisica “per caso” 

Fabiola Gianotti nasce a Roma nel 1960. La sua passione per le materie scientifiche, in particolare per la fisica, prende forma quasi per caso, all’Università degli Studi di Milano. 

La Gianotti, infatti, in gioventù frequenta il liceo classico e consegue il diploma di pianoforte al Conservatorio: percorsi apparentemente molto distanti da quella che sarà poi la carriera che la condurrà a diventare una delle donne più influenti al mondo. 

La scelta di conseguire la laurea in fisica presso l’università di Milano nasce dalla curiosità di “scoprire come sono fatte le cose”. Secondo la sua visione “la conoscenza è connaturata allo spirito umano, come la bellezza di un’opera d’arte. Fa parte di noi porci delle domande, cercare le risposte e condividerle con gli altri” (intervista per Repubblica, aprile 2016).

Spinta da questi ideali di conoscenza decide di continuare i suoi studi conseguendo il dottorato di ricerca in fisica sub-nucleare e vincendo una borsa di studio biennale bandita dal CERN di Ginevra. A seguito di questa esperienza viene assunta definitivamente come ricercatrice del Dipartimento di fisica per poi essere eletta, nel 2014, Direttrice Generale dell’Organizzazione Europea per la ricerca nucleare (CERN): la prima donna a ricoprire un simile incarico.

Il contributo di Fabiola Gianotti alla scoperta del bosone di Higgs

Nel corso della sua carriera professionale la ricercatrice italiana ha partecipato a importanti progetti, uno fra tutti l’esperimento “Atlas”, del quale è stata coordinatrice internazionale dal 2009 al 2013, noto per aver fornito i dati che portarono alla scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Il bosone di Higgs è una particella molto speciale: potrebbe essere una porta verso una nuova fisica“, aveva dichiarato entusiasta all’Ansa la Gianotti aggiungendo: “in questo momento così entusiasmante per la fisica, essere a capo del CERN è un lavoro bellissimo […] una collaborazione internazionale fatta di ricercatori di tutto il mondo, all’insegna della pace”. 

Nel 2012 il celebre settimanale americano “Time” le ha dedicato la copertina, inserendola anche come quinta in classifica nella lista “Personality of the year” e nel 2017 è entrata a far parte della Top 100 delle donne più potenti al mondo stilata da Forbes

Contro il gender gap tecnologico

Il percorso di Fabiola Gianotti ci insegna che il successo e i grandi traguardi si raggiungono solamente con tanta determinazione, passione e curiosità. La storia della fisica e delle grandi scoperte è fatta di vicende come quella che vi abbiamo appena raccontato, in grado d’ispirare tutte quelle donne desiderose di coltivare le proprie passioni in ambito STEM. 

Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo. Noi continueremo a raccontarvi le loro visioni perché crediamo che un mondo STEM più inclusivo e senza differenza di genere sia possibile.