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Tag: donne STEM

Lisa Gelobter: dall’invenzione delle GIF alla lotta contro le discriminazioni di genere

Lisa Gelobter è una scienziata informatica, imprenditrice e dirigente tecnologico. Vanta un background in sviluppo di strategie, operazioni aziendali, design, gestione del prodotto e ingegneria. Donna di colore con una laurea in informatica, Lisa è un’appassionata di streaming e del gioco online. A lei si deve il merito di aver sviluppato l’animazione utilizzata per creare GIF, ma non solo. Oggi parliamo di questa straordinaria donna che nella vita ha dovuto affrontare numerosi stereotipi e pregiudizi, senza mai smettere di seguire la sua passione più grande: le discipline STEM.  

La carriera informatica

Lisa Gelobter nasce a Chicago nel 1971, si laurea in informatica all’età di 20 anni presso la Brown University e si specializza in intelligenza artificiale e apprendimento automatico. Nel corso della sua carriera ha lavorato su diverse tecnologie pionieristiche tra cui Shockwave, una piattaforma multimediale utilizzata per i videogiochi, e il servizio di streaming video online Hulu

Le sue innovazioni sono utilizzate quotidianamente da miliardi di persone e includono gli strumenti di animazione delle GIF dei messaggi di testo e delle chat. È stata Chief Digital Officer per BET Networks ed è pioniera nello sviluppo di video su Internet, inclusi Brightcove, Joost e The FeedRoom

Nel 2015 è entrata a far parte dell’US Digital Service su invito del presidente Barack Obama. In quel ruolo, ha contribuito a riprogettare e migliorare Healthcare.gov, il sito Web utilizzato per gestire l’assicurazione sanitaria resa disponibile dal governo (Affordable Care Act). È stata anche Chief Digital Service Officer per il Department of Education, dove ha lavorato nel team che ha ridisegnato la College Scorecard, un sistema di valutazione che mostra i tassi di laurea, i guadagni post-universitari e i livelli di debito degli studenti per le università di tutto il paese.

​​L’impegno sociale e la lotta contro i pregiudizi 

Nel 2016 Lisa ha fondato ed è diventata CEO di tEquitable, una società che fornisce una piattaforma indipendente per affrontare questioni di pregiudizio, molestie e discriminazione sul posto di lavoro. Negli anni ha dimostrato di avere grande tenacia, forza e determinazione sia in ambito lavorativo sia in quello sociale. Lisa lavora quotidianamente per rendere il mondo un posto migliore e più inclusivo e il suo impegno su questo fronte le è sempre stato riconosciuto: il suo nome è apparso nella lista delle 100 fondatrici femminili del 2019 stilata da Inc Magazine, oltre ad essere stata nominata una delle persone più creative di Fast Company. Infine, è stata una delle prime 34 donne nere al mondo ad aver raccolto oltre 1 milione di dollari in finanziamenti di capitale di rischio. 

Lisa Gelobter, promotrice della lotta contro le discriminazioni di ogni genere e la difesa dei diritti di tutti, è dunque fonte di ispirazione per tutte le donne: solo con passione, perseveranza e determinazione si possono raggiungere gli obiettivi.


Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo. Noi continueremo a raccontarvi le loro visioni perché crediamo che un mondo STEM più inclusivo e senza differenza di genere sia possibile.

Girls Tech, MediaWorld e Samsung insieme contro le barriere del gender gap tecnologico

Riparte Tech is Pink, il progetto di formazione per la diffusione delle discipline STEM tra le ragazze promosso da Mediaworld e, per la prima volta, anche da Samsung Electronics Italia.

Dopo il successo della prima edizione, Tech is Pink è pronto a ripartire con la consapevolezza che il cammino per la parità di genere è ancora lungo ma non impossibile. Il percorso di formazione online focalizzato sulle discipline STEM dedicato esclusivamente alle ragazze e realizzato da Girls Tech, iniziativa realizzata da SYX, associazione no-profit per la diffusione delle nuove tecnologie informatiche; può contare su un nuovo alleato. Insieme a Mediaworld che ha sostenuto il progetto fin dall’inizio, c’è anche Samsung Electronics Italia a supportare la seconda edizione del format.

Le due aziende che da anni lavorano insieme per sostenere l’innovazione tecnologica in Italia, hanno deciso di affiancare Girls Tech ed estendere la loro collaborazione anche nell’ambito della formazione e della valorizzazione del talento, con l’obiettivo di fare sistema e contribuire alla diffusione di una cultura digitale e di nuove competenze nel nostro Paese, per sostenerne il rilancio e lo sviluppo. La conferma del sostegno di Mediaworld e l’appoggio di Samsung Electronics Italia nei confronti di Tech is Pink nasce anche dai risultati ottenuti nella prima edizione del format. Con oltre 1370 ore di visualizzazione, 650 partecipanti e 43 corsi svolti, il percorso formativo ha riscosso un notevole successo tra le ragazze che vogliono avvicinarsi al mondo tecnologico e sentirsi parte integrante di questo.

Tech is Pink nasce proprio con l’intento di sensibilizzare le ragazze sui temi del digitale sin da piccole, perché è proprio da giovanissimi che ci si appassiona alle discipline STEM – Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – materie queste che consentono di sviluppare quelle competenze fortemente richieste dal mercato del lavoro. Un obiettivo che si traduce in un percorso fatto di oltre 30 corsi online in live streaming per un totale di circa 180 ore di formazione gratuita, rivolta a giovani donne dai 7 ai 18 anni, con lo scopo di sviluppare i talenti tecnologici femminili e sostenere concretamente, attraverso la formazione, la presenza femminile nel settore della scienza e della tecnologia.

“L’impegno di SYX con GirlsTech è eliminare Il gender gap nel mondo STEM in Italia. Con questo progetto portiamo un valore positivo, una testimonianza di come si possano cambiare le cose. La nostra visione è un mondo in cui le ragazze siano libere di conoscere e scegliere una carriera nella tecnologia e nel digitale, senza pregiudizi e ostacoli, creando ricchezza esprimendo la propria creatività e la propria competenza”, ha dichiarato Francesco Ronchi, founder e Vice-president di SYX. 

“Con Tech is Pink vogliamo aiutare le ragazze a comprendere che attraverso lo studio delle materie scientifiche anche loro possono essere parte attiva di questo cambiamento e contribuire al futuro dell’Italia. È una sfida importante e siamo contenti che anche uno nostro partner consolidato come Samsung voglia affrontarla insieme a noi. Parità di genere, valorizzazione del talento e formazione sono pilastri su cui si fonda la nostra strategia e su cui ruota la nostra azienda, vogliamo diffondere questi valori per una società più equa e inclusiva” (Alessandra Bergamo, Head of HR di MediaWorld Italia).

“Siamo convinti che le nuove tecnologie possano abilitare le persone e in particolare le nuove generazioni a raggiungere il loro pieno potenziale e a guidare in futuro processi di evoluzione positiva in ambito sociale. Girls Tech è perfettamente in linea con la nostra visione. Mai come in questo momento di profonde trasformazioni nella società, è essenziale aiutare le ragazze ad orientarsi verso ciò che può garantire loro maggiori opportunità in futuro” ha commentato Giovanni Barina, Head of Human Resources & General Affairs di Samsung Electronics Italia. 

Sarà possibile iscriversi ai corsi direttamente da qui.

Nora AlMatrooshi: una carriera “fino alle stelle”

“Fai quello che ti rende felice” questo è il motto semplice ma molto emblematico della prima astronauta donna proveniente dagli Emirati Arabi Uniti. Nora AlMatrooshi, a soli 28 anni, è stata selezionata, tra più di 4000 candidati per prendere parte a un primo step di addestramento in Texas con la classe di astronauti americani scelti nel 2020. Oggi andiamo a scoprire questa storia fatta di coraggio, grande passione e determinazione nel raggiungere i propri sogni, “fino allo stelle”. 

Alle origini dei sogni 

Quando riesci a trasformare un sogno nel tuo lavoro, allora anche le sfide e le fatiche quotidiane assumono un “gusto” diverso. Così Nora AlMatrooshi, ventottenne originaria degli Emirati Arabi Uniti, ha trasformato la sua passione per lo spazio in una professione, diventando la prima astronauta nella storia del suo Paese. Ma facciamo qualche passo indietro, alle origini del sogno di questa giovane grande donna. Nora AlMatrooshi nasce nel 1993 e fin da piccola mostra un grande interesse per il cielo. Amava guardare lo spettacolo notturno delle stelle e a scuola era solita prendere parte a tutti i corsi di astronomia che venivano organizzati. 

Alla passione ben presto si affianca il talento e così nel 2011 la giovane AlMatrooshi vince le Olimpiadi Internazionali della Matematica per gli Emirati Arabi, dimostrando di avere una grande predisposizione per la matematica e le materie scientifiche in generale. Nel 2015, poi, consegue la laurea in ingegneria meccanica e inizia la propria carriera presso la National Petroleum Construction Company. 

Il lavoro dei sogni

La passione per lo spazio e l’astronomia hanno sempre guidato il percorso di Nora AlMatrooshi sotto tutti i punti di vista. La giovane ingegnere si è, infatti, recentemente candidata al processo di selezione degli astronauti che si addestrano al Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas. L’iter selettivo è molto rigido e la competizione tra i candidati elevatissima: per l’anno 2021 sono stati più di 4000 gli aspiranti astronauti “in gara”. Nora AlMatrooshi è riuscita a emergere su tutti i colleghi, grazie alla sua preparazione e professionalità, entrando così tra le 65 donne astronaute del mondo e diventando, al tempo stesso, la prima donna astronauta del suo Paese. 

Non solo carriera e passione personale però. A Nora AlMatrooshi si deve anche riconoscere un grande impegno e attenzione per i giovani che vivono nei territori del Medio Oriente. Negli anni 2018 e 2019 la giovane scienziata ha preso parte alla Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sulla Gioventù in qualità di rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, facendosi portavoce delle necessità dei suoi connazionali in ambito formativo e professionale.

Alle qualità e ai sogni personali, dunque, la futura astronauta emiratina ha sempre unito l’impegno e la cura delle necessità altrui.

In conclusione

La vita di Nora AlMatrooshi è un esempio chiaro e coraggioso di come non esistano barriere di genere in grado di fermare la tenacia e l’ostinazione nel perseguire i propri sogni. E il cambiamento passa sempre attraverso il coraggio e la determinazione nell’affrontare le sfide che la quotidianità pone sempre e in qualsiasi ambito, a prescindere dal tempo e dai luoghi. 

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“Generazione Marte 2033”: i sogni di Alyssa Carson

Oggi vi racconteremo la storia di Alyssa Carson, la giovane apprendista astronauta che sogna di diventare il primo essere umano a mettere piede su Marte nel 2033.

Classe 2001, la ragazza di Baton Rouge (Louisiana) ha determinazione da vendere e grandi sogni da realizzare. Ha da poco terminato la Advanced PoSSUM Academy – il programma per ragazzi delle superiori e dell’università per la ricerca atmosferica e il volo spaziale con equipaggio – ottenendo una certificazione ufficiale che le consentirà di viaggiare nello spazio.

L’astronomia, una passione smisurata

All’interno del suo blog intitolato nasablueberry.com, la giovane apprendista astronauta scrive che la sua passione per i pianeti e l’astronomia a quando aveva appena tre anni, grazie al cartone animato The Backyardigans. Alyssa ha già partecipato a diverse esercitazioni e simulazioni e, a 12 anni, è stata la prima ragazza nella storia a frequentare tutti e tre i NASA Space Camps organizzati dalla NASA negli Stati Uniti, in Canada e in Turchia. Spinta dalla sua profonda passione, nel corso degli anni, ha visitato tutti i 14 NASA Visitor Center sparsi negli Stati Uniti completando per prima il NASA Passport Program. Niente male per una ragazza di soli 18 anni.

Progetti futuri?

Alyssa ha dichiarato che al termine delle scuole superiori continuerà i suoi studi all’università in astrobiologia per poter proseguire il suo percorso di specializzazione, diventando di fatto la più giovane donna ad aver mai inviato la propria candidatura all’International Space University a Strasburgo.

Prossima tappa: Marte 2033

Potrebbe essere, dunque, davvero lei la prima astronauta a mettere piede sul Pianeta Rosso? Stando ad alcune indiscrezioni rese note dal numero uno della Nasa, Jim Bridenstine, ci sarebbero candidate donne al vaglio per i futuri progetti su Marte (è probabile che sia una donna anche il prossimo astronauta a tornare sulla Luna). L’agenzia spaziale statunitense starebbe, infatti, monitorando i suoi progressi per inserirla nella missione spaziale della NASA Mars One, prevista per il 2033. Alyssa ci crede e nel frattempo viaggia per il mondo – nelle vesti di una dei 7 ambasciatori selezionati dalla NASA per questa missione – per raccontare ai suoi coetanei la bellezza di esplorare ciò che si trova (molto) oltre l’orizzonte.

La Fondazione Blueberry: come dar vita ai propri sogni (STEM)

Non solo formazione e viaggi nel mondo per la giovane Alyssa. Tra le sue tante iniziative vi è anche la Fondazione Blueberry, che si pone l’obiettivo di incoraggiare ragazzi e soprattutto ragazze a dare vita alle proprie aspirazioni in ambito STEM.

Nella biografia del suo profilo Instagram (@nasablueberry) Alyssa ama definirsi come una “Future Mars Walker”, ricordandoci quanto siano grandi le sue convinzioni e la sua tenacia. Oggi vogliamo raccontarvi la sua storia perchè ci piace pensare che non sempre i sogni sono destinati a rimanere tali, anche si trovano tra le stelle, là dove nessuno è arrivato prima. Forza Alyssa!

Benvenuti nella generazione Marte.

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Aggiornamento 21/06/2021
In occasione dei 10 anni di Synesthesia abbiamo intervistato in esclusiva Alyssa Carson. Guarda il video.

La LEGO e le donne della NASA

231 mattoncini LEGO da assemblare hanno raccontato il ruolo decisivo svolto dalle donne nella NASA. 

Come ormai è già noto, sulla piattaforma di crowdsourcing LEGO Ideas chiunque può proporre la propria idea di mattoncini da realizzare. Molte sono state finora le linee prodotte a partire dalle numerose proposte originali provenienti dagli appassionati di tutto il mondo.

È stato così anche per Women of Nasa, la serie LEGO che ha reso omaggio al contributo che le donne che hanno dato alla corsa allo spazio. “Questo set – dichiara la sua autrice Maia Weinstock durante un’intervista su LEGO Ideas combina alcune delle mie passioni personali: l’esplorazione dello spazio, la storia delle donne nella scienza e nell’ingegneria e, naturalmente, LEGO”.

Troppo spesso i contributi delle donne nel progresso aerospaziale sono stati sottovalutati nel corso della storia. L’esperienza di costruzione educativa offerta da questo set rappresenta un forte segnale di riconoscenza da parte della nota azienda danese nei confronti delle donne in ambito STEM e un invito sia alle giovani generazioni sia agli adulti a riscoprire la storia di questo “fantastico gruppo di donne” composto da: Nancy Grace Roman, Margaret Heafield Hamilton, Sally Ride, Mae Jemison.  Inizialmente l’idea era quella di rappresentare cinque personaggi, compresa Katherine Johnson, la matematica, informatica e fisica statunitense che contribuì con i suoi calcoli a portare l’uomo nello spazio. Tuttavia, la LEGO non riuscì ad ottenere il suo consenso e quindi i personaggi rappresentati rimasero quattro. All’interno del set è possibile trovare::

  • Il modello di Nancy Grace Roman (la “Madre di Hubble”, per il suo ruolo nella pianificazione del celebre telescopio spaziale) contiene il telescopio articolato con dettagli autentici e un’immagine proiettata di una nebulosa planetaria.
    lego le donne della nasa
  • Il modello di Margaret Heafield Hamilton (informatica americana che negli anni ‘60 sviluppò il software di volo che portò gli astronauti americani sulla Luna) è stato rappresentato con una pila di libri contenente i volumi del codice sorgente dell’Apollo Guidance Computer (AGC), il software di volo utilizzato a bordo.
    lego le donne della nasa
  • Il modello di Sally Ride (prima donna americana ad andare nello spazio) e di Mae Jemison (la prima donna afroamericana ad andare nello spazio nel 1992) contiene una piattaforma di lancio e lo Space Shuttle Challenger con i 3 stadi dei razzi smontabili.
    lego le donne della nasa

Poter giocare ricreando le passate emozionanti missioni di esplorazione che hanno segnato la corsa allo spazio rappresenta senza dubbio un’esperienza di gioco grandiosa per tutti coloro che sognano o hanno sempre sognato di esplorare lo spazio. Oggi abbiamo deciso di raccontarvi questa storia perchè crediamo che i grandi cambiamenti possano accendersi anche attraverso i gesti più semplici, come il gioco. Merito va alla LEGO che ha sostenuto l’idea della designer e scrittrice scientifica statunitense Maia Weinstock. Merito va a chi, come lei, contribuisce ogni giorno a raccontare una storia diversa che tieneconto dello straordinario contributo femminile dato alla scienza e alla tecnologia.

Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo.